NEWS30 luglio 2014
Flop dei modelli matematici, ma l'estate resta ancora in crisi
Ci è andata bene oggi, ma usciremo dalla "depressione estiva" solo dal week-end
Ecco il grosso del maltempo dove è finito: in mare! E così è naufragata anche la previsione!

E’ andata decisamente meglio delle aspettative. Oggi, che sarebbe dovuta essere una giornata con forti episodi d'instabilità, il tempo è risultato solo incerto, ma non affatto perturbato. Errore grossolano dei tanti modelli a scala locale, che fanno la parte dei “presuntuosi” in molte occasioni (lasciando intendere che ne sanno molto di più dei vecchi modelli a scala globale), ma che stavolta hanno toppato di brutto e hanno indotto molti previsori a cadere nei medesimi errori. I temporali in realtà oggi ci sono stati eccome in molte aree del centro-sud e sono risultati anche molto forti, ma non sulla Puglia, saltata quasi in toto dalla fenomenologia termo-convettiva, che si è concentrata invece a largo sull’Adriatico.

 

Ed ora? Non tutto si è risolto: domani è ancora una giornata a rischio, specie da mezzogiorno a sera, per via del transito del nucleo principale del vortice ciclonico centrato attualmente sull’alto Adriatico, ma difficilmente vi saranno precipitazioni corpose, male che vada solo dei brevi rovesci. Tuttavia, calerà la temperatura, specie dopo l’arrivo di correnti settentrionali in via d’intensificazione; correnti che anche per le prime ore mattutine di venerdì manterranno lungo le coste adriatiche aria umida foriera di addensamenti di nubi basse e di tempo complessivamente ancora non particolarmente estivo, anche per via di valori termici di gran lunga inferiori alla media stagionale.

 

Da sabato, però, largo all’estate agostana. La stabilità guadagnerà punti e le temperature aumenteranno; i venti settentrionali soffieranno con minore intensità e l’Adriatico, di conseguenza, abbasserà il suo moto ondoso. Non aspettiamoci, nondimeno, un intero mese di bel tempo e di recupero del caldo fin qui mancato: come detto più volte, anche le proiezioni modellistiche per agosto non sono promettenti in vista del recupero della buona forma della stagione estiva, tant’è vero che già a metà della prossima settimana s’intravedono già delle possibili minacce alla stabilità atmosferica.

 

Ad ogni modo, prima di allora la medesima stabilità sarà garantita ed anche le temperature, specie tra domenica e lunedì potrebbero spingersi anche oltre i 30 gradi. Ma poi? Il prosieguo di questa telenovela estiva è ancora in fase di sceneggiatura, ma, proprio come una soap opera piena di suspense, se ne riparlerà alla prossima puntata.

 LE METEO-RIFLESSIONI di Francesco Costante30 luglio 2014
Luglio finisce sotto accusa e sott'acqua
Sta per concludersi un piovosissimo luglio, che ancora tra oggi e domani offrirà nuove occasioni di maltempo, ma prendersela sempre con Madre natura o con la tropicalizzazione non deve servire a coprire né le nostre colpe né le nostre dimenticanze
Il "Canalone" castellanese nella foto di Antonio Intini.

Lo scorso week-end ha segnato ulteriormente la stagione estiva 2014 della Puglia, imprimendo ad essa un tratto distintivo molto chiaro, quello dell’eccezionalità precipitativa. Luglio è già giunto (al netto delle probabili precipitazioni che anche negli ultimi due giorni del suo ciclo 2014 potranno esserci) a ben 88 mm. di pioggia accumulata, ossia il 182% in più del normale (finora il mese che da essere statisticamente uno fra i meno piovosi in assoluto risulta essere, al contrario, il primo in graduatoria del 2014), una cifra, peraltro, che per pura coincidenza equivale addirittura alla sommatoria dell’accumulo pluviometrico della seconda triade dei mesi statisticamente più piovosi dell’anno (gennaio-febbraio-marzo), dopo quella più piovosa in assoluto, che corrisponde invece al periodo ottobre-novembre-dicembre.

 

Ma come mai sta succedendo tutto questo? Colpa dei cambiamenti climatici? Della tropicalizzazione? Della solita mano dell’uomo, capace solo di rovinare tutto? Forse, in minima parte, c’è di tutto un po’ nelle ragioni che determinano certi trambusti atmosferici e disegnano degli scenari poco usuali per il nostro clima mediterraneo; ma molto più spesso c’è la cortissima memoria dell’uomo, che tende il più delle volte a dimenticare gli eventi simili, occorsi in passato, e a ricercare - anche aiutati dall’enfatizzazione dell’informazione mediatica che oggi circola e la cui offerta, tra social e Tv appare per certi versi sovrabbondante quando non esasperata – negli eventi del presente sempre quel particolare di unicità, che rende tutto “mai visto” o “da record” anche quando così non è affatto.

Castellana nel recente passato ha visto precipitazioni e/o situazioni emergenziali molto peggiori di quelle di questi ultimi giorni. Dal nubifragio del 16 settembre 2006 alla terribile grandinata dell'11 luglio 2005, senza dimenticare la tromba d'aria del 2 agosto 1980. E se poi facessimo riferimento anche solo al mese di luglio, non è di certo un fatto eccezionale che questo mese riservi talora degli episodi temporaleschi tanto rilevanti da permettere accumuli ingentissimi d'acqua anche in sole poche ore.

 

Ciononostante, ora sembra più conveniente, o di moda, affermare che la tropicalizzazione impazza e che non ci sono più le mezze stagioni, più che andarsi a guardare qualche dato del passato per verificare che anche meteorologicamente parlando, «Mondo era, mondo è e mondo sarà».

 

Il nostro problema di memoria, peraltro, diviene assai più complesso e foriero di conseguenze se all’esasperata ricerca dell’eccezionalità in ogni avvenimento presente aggiungiamo anche l'incapacità di cogliere dal passato quegli insegnamenti che ci possono essere d’aiuto per il futuro o per evitare grossolani errori nel presente. Se, ad esempio, dimentichiamo che i nostri avi hanno costruito un canale di raccolta e deflusso delle acque meteoriche al fine di evitare che dalle colline circostanti l’acqua piovana raggiungesse le zone basse del paese, generando allagamenti e disagi, e poi ci accorgiamo che quell’opera di lapalissiana efficacia viene puntualmente privata della sua utilità e lasciata all’incuria e all’usura del tempo, come facciamo a stupirci se un temporale, seppur di forte intensità, provoca allagamenti e può - Dio non voglia – arrecare anche danni più seri a cose o persone?

 

La Natura ha i suoi cicli e per giudicare conclamato un cambiamento climatico occorrono almeno 30 anni. Ecco perché dovremmo, anziché additare ogni evento meteorologico di una certa intensità come qualcosa di extra-ordinario o come il segno ineluttabilmente attribuibile ai mutamenti climatici, sforzarci di comprendere le naturali e cicliche attitudini dell’atmosfera a presentarsi in maniera talora difforme rispetto a quanto siamo abituati a constatare o a ricordare e, conseguentemente, a compiere coerentemente quelle azioni e/o quegli atti che possano agevolare il normale corso della natura anziché ostacolarlo.

 

Invece di impedire che ad essa vengano attribuite colpe ingiuste, dovremmo ricordare che, fino a prova contraria, chi non è stato coerente in questo frangente non è stata Madre natura, bensì l’uomo, tanto con le sue azioni quanto con le sue dimenticanze.


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