Parte da quest’oggi una nuova rubrica di
Meteo Castellana, denominata “Meteoscena”,
il retroscena meteorologico sullo stile dei ben
più complessi retroscena politici che
abitualmente si leggono sui grandi quotidiani.
Qui, tuttavia, senza pretendere di avere o
seguire lo stile che contraddistingue i migliori
retroscenisti del panorama giornalistico
italiano, ma pur sempre con la passione di chi
ama trattare di argomenti scientifici non solo
con numeri e simboli ma anche con le parole, si
cercherà di animare quelle figure bariche (le
alte e le basse pressioni, gli anticiclonici e i
cicloni) di cui tanto si parla e che così
fortemente incidono sulla nostra vita, giacché,
se nella realtà scientifica esse sono solo dei
numeri prodotti dalle misurazioni e dalle
parametrizzazioni meteorologiche, nelle loro
capacità concrete di decidere il bello e il
cattivo tempo non possono non essere accostate
alla realtà umana e alle vicissitudini
quotidiane che tutti viviamo.
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La situazione
attuale |
Cessata la forte anomalia che ha caratterizzato
la prima quindicina di febbraio, con il
protrarsi di un’eccezionale ondata di gelo
siberiano su molte nazioni del vecchio
continente, da oggi si apre una nuova fase
meteorologica, che potrebbe coprire quasi tutta
la restante parte di febbraio. Ovviamente,
quando si parla di nuova fase meteo non
s’intende il ripetersi per molti giorni del
medesimo tipo di tempo (in questo caso della
prosecuzione del bel tempo odierno sino a fine
mese), ma solo della possibilità che sia
grossomodo uno l’impianto configurativo generale
che determina poi l’avvicendarsi dei diversi
episodi di bello o cattivo tempo. E, considerata
la buona convergenza che si evince da qualche
giorno sia tra i diversi modelli matematici che
tra le varie emissioni dei singoli modelli nelle
loro successive corse previsionali, è
ipotizzabile anche che la linea di tendenza che
a breve sarà tracciata trovi effettivo riscontro
nella realtà.
Partiamo dall’analisi dei protagonisti: due
appaiono al momento le figure bariche in grado
di calcare la scena europea: il Vortice Polare,
nella sua doppia presenza - quella abituale
all’interno del Circolo Polare Artico e quella
mobile facente capo alla saccatura ciclonica
appena transitata sui Balcani – e l’Anticiclone
delle Azzorre, d’istanza in Atlantico, ma
proteso in questi giorni anche verso il
Mediterraneo occidentale e l’Italia.
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Con la linea blu
si è evidenziato
l'asse di
saccatura al cui
vertice
meridionale, sul
Mediterraneo
occidentale,
entro lunedì
prossimo
prenderà forma
la depressione
che inizialmente
causerà piogge
sul sud
peninsulare, ma
che più in là
potrebbe
determinare un
punto
d'attrazione per
l'aria fredda
continentale
(vedi immagine
in basso valida
per il 26
febbraio
prossimo). |
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Tolta perciò di mezzo l’ingombrante presenza
dell’Anticiclone Russo-Siberiano, che con tanta
acrimonia si è reso responsabile di una delle
peggiori ondate di freddo degli ultimi decenni,
ora il gioco meteorologico dell'Europa e
dell’Italia sarà retto e gestito soltanto dalle
due precitate figure bariche. Nessuna di esse,
tra l’altro, sembra in grado di soverchiare
l’altra fino al termine della prossima
settimana, ma il necessario punto di equilibrio
tra le eterne duellanti potrà trovarsi solo con
delle reciproche concessioni. Quelle a favore
della fautrice della stabilità atmosferica sono
in realtà già in atto e prevedono, attraverso
l’estensione verso est dell’Anticiclone delle
Azzorre, l’instaurazione del bel tempo
sull’Italia associata anche ad una limitata
risalita delle temperature già in questo
week-end, mentre quelle a favore della
detentrice del grande freddo polare potranno
riscontrarsi nel corso della prossima settimana
con il transito di un’onda ciclonica sull’Europa
centrale e con la conseguente formazione sul
Mediterraneo occidentale di un piccolo vortice
ciclonico in grado di vagare sul Mare
Nostrum e di trarre dalle sue acque il
contributo di umidità necessario per dispensare
delle piogge, specie sulle regioni centro-meridionali
peninsulari. In realtà, perciò, sarà
questo piccolo vortice ciclonico a divenire il
catalizzatore delle condizioni meteo della
prossima settimana sul nostro comparto e a
fungere da punto di equilibrio per l’apparente “Pax
mediterranea” tra le due grandi figure
bariche.
Quell’equilibrio, difatti, potrebbe rapidamente
rompersi non appena quell’area
depressionaria, sul finire della prossima
settimana, smesse le vesti del "mediatore di
pace", finisca per rivelare la sua vera
identità, ossia quella di pozzetto attrattore
per l’aria fredda che andrà nuovamente ad
accumularsi sull’Europa orientale. In quel caso,
il piccolo vortice mediterraneo giocherebbe di
riflesso a favore del Vortice Polare e dei suoi
gelidi venti e ciò si tradurrebbe in uno scontro
aperto con l'Alta delle Azzorre, pronta a
reclamare di nuovo un posto al sole sul
Mediterraneo. Se così fosse, si alzerebbero
nuovi venti di guerra con alte probabilità che a vincere
questa battaglia sia ancora il Generale Inverno.