NEWS IN PRIMO PIANO 17 febbraio 2012
Si apre una nuova fase meteo
L'apparente "Pax Mediterranea"
Cosa c'è dietro l'accordo di facciata tra l'Anticiclone delle Azzorre e il Vortice Polare? Che ruolo avrà l'area depressionaria in azione dalla prossima settimana sulle acque del Mare Nostrum?

Parte da quest’oggi una nuova rubrica di Meteo Castellana, denominata “Meteoscena”, il retroscena meteorologico sullo stile dei ben più complessi retroscena politici che abitualmente si leggono sui grandi quotidiani. Qui, tuttavia, senza pretendere di avere o seguire lo stile che contraddistingue i migliori retroscenisti del panorama giornalistico italiano, ma pur sempre con la passione di chi ama trattare di argomenti scientifici non solo con numeri e simboli ma anche con le parole, si cercherà di animare quelle figure bariche (le alte e le basse pressioni, gli anticiclonici e i cicloni) di cui tanto si parla e che così fortemente incidono sulla nostra vita, giacché, se nella realtà scientifica esse sono solo dei numeri prodotti dalle misurazioni e dalle parametrizzazioni meteorologiche, nelle loro capacità concrete di decidere il bello e il cattivo tempo non possono non essere accostate alla realtà umana e alle vicissitudini quotidiane che tutti viviamo.

La situazione attuale

Cessata la forte anomalia che ha caratterizzato la prima quindicina di febbraio, con il protrarsi di un’eccezionale ondata di gelo siberiano su molte nazioni del vecchio continente, da oggi si apre una nuova fase meteorologica, che potrebbe coprire quasi tutta la restante parte di febbraio. Ovviamente, quando si parla di nuova fase meteo non s’intende il ripetersi per molti giorni del medesimo tipo di tempo (in questo caso della prosecuzione del bel tempo odierno sino a fine mese), ma solo della possibilità che sia grossomodo uno l’impianto configurativo generale che determina poi l’avvicendarsi dei diversi episodi di bello o cattivo tempo. E, considerata la buona convergenza che si evince da qualche giorno sia tra i diversi modelli matematici che tra le varie emissioni dei singoli modelli nelle loro successive corse previsionali, è ipotizzabile anche che la linea di tendenza che a breve sarà tracciata trovi effettivo riscontro nella realtà.

Partiamo dall’analisi dei protagonisti: due appaiono al momento le figure bariche in grado di calcare la scena europea: il Vortice Polare, nella sua doppia presenza - quella abituale all’interno del Circolo Polare Artico e quella mobile facente capo alla saccatura ciclonica appena transitata sui Balcani – e l’Anticiclone delle Azzorre, d’istanza in Atlantico, ma proteso in questi giorni anche verso il Mediterraneo occidentale e l’Italia.

Con la linea blu si è evidenziato l'asse di saccatura al cui vertice meridionale, sul Mediterraneo occidentale, entro lunedì prossimo prenderà forma la depressione che inizialmente causerà piogge sul sud peninsulare, ma che più in là potrebbe determinare un punto d'attrazione per l'aria fredda continentale (vedi immagine in basso valida per il 26 febbraio prossimo).

Tolta perciò di mezzo l’ingombrante presenza dell’Anticiclone Russo-Siberiano, che con tanta acrimonia si è reso responsabile di una delle peggiori ondate di freddo degli ultimi decenni, ora il gioco meteorologico dell'Europa e dell’Italia sarà retto e gestito soltanto dalle due precitate figure bariche. Nessuna di esse, tra l’altro, sembra in grado di soverchiare l’altra fino al termine della prossima settimana, ma il necessario punto di equilibrio tra le eterne duellanti potrà trovarsi solo con delle reciproche concessioni. Quelle a favore della fautrice della stabilità atmosferica sono in realtà già in atto e prevedono, attraverso l’estensione verso est dell’Anticiclone delle Azzorre, l’instaurazione del bel tempo sull’Italia associata anche ad una limitata risalita delle temperature già in questo week-end, mentre quelle a favore della detentrice del grande freddo polare potranno riscontrarsi nel corso della prossima settimana con il transito di un’onda ciclonica sull’Europa centrale e con la conseguente formazione sul Mediterraneo occidentale di un piccolo vortice ciclonico in grado di vagare sul Mare Nostrum e di trarre dalle sue acque il contributo di umidità necessario per dispensare delle piogge, specie sulle regioni centro-meridionali peninsulari. In realtà, perciò, sarà questo piccolo vortice ciclonico a divenire il catalizzatore delle condizioni meteo della prossima settimana sul nostro comparto e a fungere da punto di equilibrio per l’apparente “Pax mediterranea” tra le due grandi figure bariche.

Quell’equilibrio, difatti, potrebbe rapidamente rompersi non appena quell’area depressionaria, sul finire della prossima settimana, smesse le vesti del "mediatore di pace", finisca per  rivelare la sua vera identità, ossia quella di pozzetto attrattore per l’aria fredda che andrà nuovamente ad accumularsi sull’Europa orientale. In quel caso, il piccolo vortice mediterraneo giocherebbe di riflesso a favore del Vortice Polare e dei suoi gelidi venti e ciò si tradurrebbe in uno scontro aperto con l'Alta delle Azzorre, pronta a reclamare di nuovo un posto al sole sul Mediterraneo. Se così fosse, si alzerebbero nuovi venti di guerra con alte probabilità che a vincere questa battaglia sia ancora il Generale Inverno.

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