Seconda pagina












 

Sito ufficiale del COMUNE DI CASTELLANA GROTTE

Sito ufficiale delle GROTTE DI CASTELLANA

Sito ufficiale della REGIONE PUGLIASito ufficiale della PROVINCIA DI BARI

Sito ufficiale della PROTEZIONE CIVILE DELLA  PROVINCIA DI BARI

Google maps weather

diventa fan di Meteo Castellana su Facebook


 L'Editoriale (8 marzo - ore 12.30)

Dopo il freddo, le grandi piogge

Mentre il centro-nord Italia continuerà ad essere "inondato" dalla neve, il sud dovrà preoccuparsi per l'arrivo di un'acuta fase di maltempo con piogge copiosissime

Stavolta è filato tutto liscio. O meglio. E’ andato tutto come doveva andare senza quella famosa tessera del mosaico che avrebbe completato il quadro raffigurante la dama bianca su Castellana.

Per la verità, sabato mattina attorno alle 7 abbiamo avuto la fortuna di vedere i previsti fiocchi svolazzanti sul nostro paese ma, come anticipato, non si sarebbe potuto sperare in nulla di più. E così è stato.

La domenica ha regalato giusto qualche occhiata di sole, anticipata però da una notte gelida (con valori appena superiori allo zero, minima di 0.7°C), seguita poi da un graduale stemperamento dell’aria e da una copertura nuvolosa via via più estesa, ma senza fenomeni.

La depressione africana che quest’oggi sta interessando il nostro territorio ha avuto una traiettoria più meridionale del previsto e ha così relegato le precipitazioni solo sulle coste ioniche, risparmiando il centro-nord della Puglia. Ora, però, a seguito della pesante irruzione di aria gelida che si sta proiettando dall’Europa centrale verso Francia e Spagna passando per il nord Italia, sul Mediterraneo occidentale sta per attivarsi una forte area di bassa pressione che non mancherà di regalare tanta altra neve al centro-nord Italia e moltissima pioggia sul nostro sud.

Difatti, il contrasto tra le spinta delle correnti fredde di origine artico-continentale ed il richiamo più caldo ed umido, che si genererà come risposta di segno contrario (riequilibrio termico) sul bacino del Mediterraneo, non farà altro che provocare condizioni di forte maltempo su tutta l’Italia, specie tra domani e mercoledì, con precipitazioni particolarmente copiose, nevose sulle aree investite dal flusso freddo, piovose, o al limite temporalesche, su quelle raggiunte dalla ritornate più mite. E’ inutile aggiungere che il nostro settore si ritroverà tra queste ultime.

Nelle prossime ore, comunque, andrà valutato compiutamente l’impatto di una simile azione perturbata sul nostro comparto, atteso che essa potrebbe nascondere diverse insidie legate alla persistenza e all’intensità dei fenomeni, potendo questi causare forti disagi e potenziali rischi da allagamento.

 
 L'Editoriale (4 marzo - ore 20.00)

Al mosaico manca sempre una tessera

Arriva il freddo, non la neve. Ecco i motivi del mancato completamento del puzzle che raffigura la dama bianca sulle terre pugliesi. Sarà questa forse l'ultima beffa di un inverno generoso di neve con tutti tranne che con noi

Non è nuovo il nostro settore a vivere nel corso della prima decade di marzo situazioni meteorologiche come quella che si profila per i prossimi giorni. A causa di una pulsazione del flusso subtropicale in corrispondenza del settore sud-occidentale del nostro continente, l’Anticiclone delle Azzorre è in procinto di incrementare rapidamente la sua forza sull’Atlantico e di sbarrare il flusso delle correnti perturbate nord-oceaniche. Come spesso abbiamo imparato a comprendere durante quest’inverno, tale blocco non fa altro che tradursi nell’apertura (sulla parte est dell’Europa) della diga del fiume delle correnti artiche legate al Vortice Polare, che liberamente tendono a tracimare verso sud, andando ad investire le basse latitudini del nostro continente.

 

Ecco perché tra poco meno di 24 ore saremo catapultati in pieno inverno ed ecco il motivo per cui le temperature, soprattutto tra la notte compresa tra venerdì e sabato e quella successiva, potranno scendere fino a valori prossimi allo zero con uno scarto anche superiore ai 10/12°C.

Vien da chiedersi, tuttavia, il motivo per il quale al «colpo di coda invernale», in termini di freddo, non si assocerà anche l’amata “dama bianca”, in termini di precipitazioni.

 

Per avere delle nevicate degne di tale nome dalle nostre parti (che non siano, come potrebbe accadere tra venerdì notte e sabato mattina, una rapida spolverata o peggio qualche fiocco svolazzante) è necessaria una combinazione di fattori tanto particolare quanto rara. Solitamente accade o che giunga il freddo giusto senza le occasioni per le precipitazioni (aria secca, depressioni troppo blande o troppo distanti) o, viceversa, che vi siano delle precipitazioni senza che tuttavia si registrino quelle temperature che consentano alla neve di cadere fino a bassa quota (flusso d’aria fredda non particolarmente intenso sin dall’origine o depressione geograficamente collocata in aree tali da non permettere una incisiva penetrazione del freddo.

 

Ciò premesso, quel che quest’anno è mancato - nelle diverse occasioni fredde presentatesi alle basse latitudini europee affinché tali combinazioni potessero mescolarsi adeguatamente al fine di comporre il mosaico giusto per vedere la neve anche dalle nostre parti - è risultato essere l’assenza di una spinta propulsiva forte e continua del getto sub-tropicale che consentisse all’Anticiclone delle Azzorre di prolungare l’effetto di blocco totale del flusso atlantico e di unirsi saldamente e stabilmente non l’Anticiclone Russo-Siberiano, creando quel famoso “Ponte di Wejkoff” (l’unione delle due figure bariche in un’unica area anticiclonica allungata in senso obliquo) alla destra del quale potessero scorrere liberamente le correnti fredde, artiche o siberiane che siano.

 

In quest’inverno 2010, invece, anche quando la spinta propulsiva dell’alta sub-tropicale è risultata forte da creare le premesse affinché si realizzassero impressionati scenari gelidi non solo per l’Europa centro-settentrionale (ove in effetti si sono verificati ed in modo eccezionalmente cruento come da anni non si registravano), ma anche per le sponde mediterranee, il getto sub-tropicale non è risultato mai continuo e costante, tant’è vero che più volte si è parlato di semplici pulsazioni. Ciò, da un lato ha fatto venir meno la robustezza del muro anticiclonico in funzione di argine e contenimento in precisi limiti delle irruzioni fredde (che spesso perciò si sono diffuse in direzione dell’Europa occidentale, risultando invece effimere o poco incisive sull’Italia) e, dall’altro, aprendo una falla attorno a Gibilterra, dalla quale ha preso piede il basso flusso delle correnti perturbate atlantiche (cosiddetto “Basso Atlantico”, vedi carta in alto) che, infilando sul Mediterraneo aria umida ma più mite, ha finito per generare una serie di aree depressionarie intense, foriere sì di molta neve, ma a quote decisamente superiori a quelle adatte alla nostra bassa collina.

 

Come nei casi descritti il mosaico della neve sul nostro settore non si è potuto realizzare, così accadrà anche per il colpo di coda invernale che stiamo per vivere. Nella fattispecie in questione, il freddo giungerà entro domani notte sul nostro territorio e si rivelerà anche piuttosto consistente, ma proprio quando ciò accadrà le potenzialità per registrarsi anche delle significative  precipitazioni tenderanno presto a perdere consistenza. In questo caso la depressione che accompagnerà il fronte d’irruzione freddo tenderà presto a traslare verso est sull’onda del getto sub-tropicale. Quest’ultimo metterà nuovamente in moto il Basso Atlantico, che a sua volta sfornerà una nuova potente depressione sul Mediterraneo centro-occidentale, tale da impedire la persistenza del flusso freddo e da favorire, al contrario, un forte contrasto tra masse d’aria di diversa estrazione foriere di precipitazioni anche abbondanti, ma con neve solo sulle alture.

 

Dunque, per gli amanti della neve, sarà un’altra occasione persa, peraltro forse l’ultima di questo incredibile inverno, generosissimo con tutti, tranne che con noi.

 

 è un servizio gratuito offerto da Francesco Costante - COPYRIGHT 2010 - TUTTI I DIRITTI RISERVATI