Nebbie e alta pressione

Alta pressione con poco sole: nebbie e cieli opachi dominano l’avvio di marzo

Anche in questi primi giorni di marzo, il risultato in termini di condizioni meteo non cambia: il regime anticiclonico ha messo radici e persiste.

Come spesso accade nei mesi freddi — e talvolta anche in quelli di transizione — non è sempre soddisfatta l’equazione alta pressione = bel tempo. A prevalere possono infatti essere strati nuvolosi medio-alti e sottili che, come in questi giorni, “sporcano” il cielo con nubi improduttive in termini di precipitazioni, oppure foschie dense e nebbie, talora anche sotto forma di banchi nuvolosi bassi che vengono spesso definiti “nebbia alta”.

Il fenomeno è dovuto all’inversione termica: nei mesi freddi l’aria più fredda e pesante tende a ristagnare nei bassi strati, mentre al di sopra si dispone aria più mite. Questo assetto ostacola il rimescolamento dell’atmosfera. L’umidità, quindi, non “sale” liberamente, ma si accumula nei bassi livelli; quando raggiunge la saturazione (umidità relativa prossima al 100%), condensa dando luogo a nebbie o nubi basse.

In queste condizioni, invece di dissiparsi, l’umidità resta intrappolata sotto lo strato più caldo che funge da “tappo”, generando giornate cupe e grigie al di sotto dello strato d’inversione, al contrario di quanto accade salendo di quota, dove spesso si ritrova il sole.

Di certo, ciò che difficilmente cambia in presenza di alta pressione nei mesi freddi è il tasso di umidità relativa dell’aria, che resta elevato, quando non elevatissimo, fino a saturare completamente l’aria e a produrre condensazione sotto forma di nebbia o foschia.

Carta sinottica eloquente: l’alta pressione domina gran parte dell’Europa centro-meridionale con valori fino a 1028 hPa, garantendo stabilità diffusa. Le correnti risultano deboli e poco organizzate sul Mediterraneo, mentre le depressioni restano confinate tra Atlantico e Europa nord-orientale, senza riuscire a scalfire il blocco anticiclonico. Una configurazione che favorisce ristagno nei bassi strati, umidità elevata e frequenti fenomeni di foschia e nebbia.

Carta sinottica eloquente: l’alta pressione domina gran parte dell’Europa centro-meridionale con valori fino a 1028 hPa, garantendo stabilità diffusa. Le correnti risultano deboli e poco organizzate sul Mediterraneo, mentre le depressioni restano confinate tra Atlantico e Europa nord-orientale, senza riuscire a scalfire il blocco anticiclonico. Una configurazione che favorisce ristagno nei bassi strati, umidità elevata e frequenti fenomeni di foschia e nebbia.

Fino a quando?

Non sembra esserci, al momento, una data di svolta predefinita o facilmente individuabile, né una via d’uscita univoca da questo blocco. Sarà di nuovo l’Atlantico a introdurre gradualmente la tipica variabilità marzolina, alternando giornate più miti e in parte soleggiate a perturbazioni foriere di nuove piogge, oppure l’anomalia pressoria in formazione sull’Europa settentrionale potrà favorire qualche scossone più significativo?

Lo scopriremo solo nei prossimi aggiornamenti, provando a intercettare quei segnali che potranno indirizzare l’evoluzione verso uno scenario o l’altro, o magari verso una terza via che le attuali carte meteo non riescono ancora a intravedere.

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