Bilancio di un evento estremo: la pioggia di un’intera primavera in un mese, quella di aprile in un giorno. Su Castellana 165 mm. in 72 ore

Bilancio di un evento estremo: la pioggia di un’intera primavera in un mese, quella di aprile in un giorno. Su Castellana 165 mm. in 72 ore

Quella appena trascorsa non è stata una semplice fase perturbata, ma un evento meteorologico di portata storica per il medio-basso Adriatico.

Tra il 30 marzo e il 2 aprile 2026, le precipitazioni su Abruzzo, Molise e Puglia sono risultate così abbondanti da raggiungere, in alcune località e in appena tre giorni, i quantitativi medi dell’intera stagione invernale.

A Castellana sono caduti ben 165 mm. di pioggia in circa 72 ore: un accumulo eccezionale che ha superato persino il limite massimo previsto dagli Ensemble iniziali (157 mm.).

E non è tutto. Il mese di marzo ha chiuso con 182.6 mm., un valore che, per una coincidenza tanto curiosa quanto significativa, corrisponde esattamente alla media complessiva dell’intera stagione primaverile. Dunque, la pioggia di tre mesi in un mese!

Un dato che consegna marzo 2026 agli annali: il più piovoso dal 1939 e il terzo più piovoso di sempre, da quando si effettuano rilevazioni a Castellana.

I due fattori chiave dell’evento

Alla base di questa ondata di maltempo ci sono stati due elementi determinanti, capaci di agire in perfetta sinergia.

1) Dinamica su larga scala: saccatura polare e ciclogenesi mediterranea
Tutto ha avuto origine dalla discesa di una saccatura del Vortice Polare, nel contesto del Final Warming stagionale.
L’irruzione di aria fredda in quota ha favorito la nascita di una ciclogenesi mediterranea, strutturando una depressione intensa, profonda e soprattutto persistente.

2) Effetti locali: Stau e persistenza dei fenomeni
Una volta attivato il sistema depressionario, il medio-basso Adriatico è stato investito da correnti umide e instabili dai quadranti orientali.
Nel loro impatto con i rilievi, Appennino e Murge hanno agito da vera barriera, innescando un marcato effetto di Stau (addossamento).

Perché ha piovuto così tanto

Il meccanismo è tanto semplice quanto efficace.

Quando masse d’aria umida incontrano un rilievo, sono costrette a sollevarsi forzatamente. Durante la risalita: l’aria si raffredda, il vapore condensa, le nubi si sviluppano rapidamente, le precipitazioni si intensificano e diventano persistenti.

È esattamente ciò che è accaduto lungo il versante adriatico, dove i fenomeni hanno insistito per ore e ore senza tregua.

Abruzzo in prima linea: l’orografia fa la differenza

L’Abruzzo è stata la regione più colpita, e non è un caso. Qui l’Appennino raggiunge le sue massime elevazioni, con massicci come Gran Sasso e Maiella, che rappresentano un ostacolo orografico imponente.

Sul versante orientale: l’aria umida si accumula, il sollevamento diventa ancora più intenso, le precipitazioni risultano più abbondanti e durature. Un vero e proprio “muro naturale” contro cui si è scaricata gran parte dell’energia del sistema perturbato.

Un estremo che riequilibra

Questa lunga e intensa fase di maltempo può essere letta anche come una sorta di compensazione atmosferica.

Arriviamo infatti da un inverno spesso statico e poco produttivo sul piano precipitativo, e l’atmosfera ha reagito con un episodio tanto violento quanto prolungato.

Ora la primavera prova a prendersi la scena, ma…

Dopo aver pagato a caro prezzo questa fase così estrema, il tempo è destinato finalmente a migliorare. Ci attendono alcuni giorni di condizioni discrete o buone, caratterizzati da:

  • maggiore stabilità,
  • ampie schiarite,
  • temperature in aumento.

Valori che torneranno su livelli gradevoli e tipicamente primaverili, restituendo una parvenza di normalità dopo giorni decisamente anomali.

Attenzione però: nessuna svolta stabile e duratura all’orizzonte, almeno per quel che concerne il tempo sul nostro territorio. Non si intravedono né slanci in avanti della stagione primaverile né tanto meno scenari quasi da inizio estate. Per intenderci, i soliti titoloni di certa informazione meteo per nulla seria e credibile («Pasqua e Pasquetta col caldo fino a 26°C») sono pura fuffa per più del 90% del territorio italiano. Di sicuro una fake news per la Murgia dei Trulli e delle Grotte, dove difficilmente si andrà oltre i 18°C.

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