A volte il meteo sa stupirci più di quanto immaginiamo, e questa settimana vivremo una di quelle occasioni. Una particolare configurazione atmosferica, dovuta all’unione tra una vasta cellula di alta pressione sull’Europa centro-orientale e l’Anticiclone delle Azzorre, darà infatti il via all’azione in moto retrogrado di un minimo depressionario in quota, quella che più volte abbiamo definito la “goccia fredda” in quota.
Questo nucleo di aria fredda, con valori fino a –25°C a 5.000 metri di quota, si proporrà come un vero e proprio affondo che, se fosse capitato in pieno inverno, avrebbe potuto generare una severa ondata di gelo e neve. Ovviamente, a inizio ottobre non batteremo i denti, ma i suoi effetti non passeranno certo inosservati, portando un deciso cambio di scenario: da un autunno finora mite e abbastanza tranquillo a un maltempo dal sapore tardo-autunnale.

La cronologia del peggioramento
Domani, martedì: ancora tempo stabile e temperature in lieve aumento.
Mercoledì: nubi in aumento sin dal mattino, ma ulteriore peggioramento dal pomeriggio con i primi temporali in arrivo e il primo crollo delle temperature.
Giovedì e venerdì: giornate novembrine con molte nubi, piogge, rovesci e venti forti di Maestrale con diffusa percezione di freddo fuori stagione.
Non solo pioggia: attese anche le prime nevicate sull’Appennino centrale, in particolare sui monti della Maiella e sul Gran Sasso. Sul versante adriatico, il Maestrale provocherà moto ondoso molto sostenuto, con onde fino a 2,5 metri e possibili mareggiate lungo le coste esposte.
In sintesi, sarà come assistere a una scena di teatro in cui l’autunno, finora accomodante e quasi timido, improvvisamente cambia costume: si veste da imperatore e, con un colpo di scena, chiude bruscamente il sipario sull’estate appena trascorsa. Poi, strizzando l’occhio all’inverno, lascia tutti di stucco.
Questa transizione così repentina non appare affatto episodica, ma piuttosto strutturale, e sembra aprire la strada a una stagione davvero sorprendente. Vedremo se le carte continueranno a indicarci questo volto minaccioso oppure se sterzeranno verso soluzioni più “moderate”, quelle – in fondo – a cui meglio si attaglia il nostro microclima.

