Semmai vi fosse bisogno di ulteriori conferme, l’estate che – almeno dal punto di vista meteorologico – si è conclusa il 31 agosto, non può certo essere definita un’estate da record.
Eppure, prima che la stagione iniziasse, non sono mancati articoli, anche su riviste specializzate e autorevoli, che paventavano l’ennesima estate bollente, con valori record e caldo asfissiante. Non è andata così: né a livello globale, né tantomeno a livello locale.
Dati alla mano, l’estate 2025, pur risultando complessivamente più calda della norma, si è collocata soltanto al 13° posto tra le più calde dal 1960 ad oggi. Un dato che conferma ancora una volta come le proiezioni stagionali abbiano valore soltanto probabilistico: possono individuare una tendenza (ad esempio, un’alta probabilità di caldo anomalo), ma non forniscono previsioni puntuali sul singolo territorio. Spesso finiscono così per alimentare solo il clamore e il “chiacchiericcio da bar” più che la conoscenza scientifica.
Temperature
Rispetto all’estate 2024, la stagione appena trascorsa è stata più fresca di 1°C (media di 25.0°C, +1.13°C rispetto alle statistiche relative alla stagione estiva). Lo si è percepito chiaramente dalle tante serate umide e fresche che abbiamo vissuto non solo ad agosto ma anche in alcuni giorni a cavallo tra la prima e la seconda decade di luglio (quando peraltro si è anche verificata la minima assoluta dell’intera stagione: 15.4°C il 12 luglio).
Analizzando i tre mesi:
- Giugno è stato il più caldo, con un’anomalia di +2,45°C rispetto alla media;
- Luglio ha chiuso con +1,15°C;
- Agosto, dopo ben nove anni, è tornato sotto la media seppur di poco (-0,20°C).
Solo due le ondate di calore, con un picco massimo di 38°C registrato il 25 luglio.
Piovosità
Il fronte pluviometrico ha mostrato forti contrasti:
- Giugno completamente asciutto, senza alcuna precipitazione;
- Luglio quasi identico, con un solo episodio piovoso il 28 (4,4 mm.);
- Agosto ha invece ribaltato la situazione, chiudendo addirittura con un +16% rispetto alla media, grazie anche al quasi nubifragio del 30 agosto, quando son caduti oltre 31 mm. di pioggia e grandine.
Nel complesso, tuttavia, l’estate si è rivelata piuttosto arida, con un deficit pluviometrico del -43,5% (22° posto tra le estati più aride).
Guardando, infine, all’intero 2025 sotto il profilo del trend pluviometrico, emerge che:
- fino a maggio l’anno è stato molto sopra la media;
- il deficit di giugno e luglio ha ridotto il surplus;
- ad agosto il saldo è risultato di +51,6 mm. rispetto alla media. Pertanto, se ipotizzassimo che i restanti mesi dell’anno restassero nella norma, il 2025 chiuderebbe a quasi l’8% di pioggia in più rispetto alla media annua. Ma sarà davvero così?

