I numeri (e i possibili record) dell’ormai imminente ondata di gelo del ponte dell’Epifania

Siamo ormai col fiato sospeso per l’arrivo di quella che si annuncia come una delle peggiori ondate di freddo e neve degli ultimi anni (forse decenni, se tutto va secondo i modelli matematici). Difatti, prima del vaglio sul campo di quelle che risulteranno le effettive precipitazioni nevose che cadranno al suolo (ed anche sul mare) dalle nostre parti, già soltanto l’aspetto termico dell’irruzione gelida in arrivo – che ormai è quasi a ridosso delle Alpi e sta raggelando il Nord-Est d’Europa con temperature da vero brivido (si viaggia sui -40 tra Norvegia e Finlandia!) – , ha, quanto meno sulla carta, tutti i numeri per essere etichettata come storica. Qualora infatti trovassero riscontro i valori termici in quota che delineano convintamente tutti i modelli matematici, neppure le potentissime ondate di freddo del 1987, 1979, 1963 e persino del 1956 hanno fatto registrare temperature in quota così basse.

storneveOvviamente, si parla di valori ancora teorici (sia perché solo previsti, sia perché solo in quota) e soprattutto di dati che nulla hanno a che vedere con le potenzialità dell’irruzione fredda in termini di nevicate (qui non vale l’equazione maggiore freddo = neve più intensa). Difatti, non si sta affermando affatto che questa ondata avrà il carattere dell’eccezionalità che ebbe, ad esempio, la celeberrima invernata del ’56, ma s’intende dire che i valori sin qui previsti dalle carte per questa ondata neppure in quei casi furono mai raggiunti.

Ecco di seguito, alcuni dei probabili record (da verificare poi nel concreto) che si raggiungeranno (o, per essere prudenti o scaramantici, che dovrebbero raggiungersi qualora i modelli matematici non sgarrino) sul nostro settore durante la gelida sferzata artica, ormai in procinto di interessare l’Italia.

  • Punta minima media di -36°C a 5.250 metri alla quota geopotenziale di 500 hPa;
  • Punta minima media di -13°C a circa 1.440 metri alla quota geopotenziale di 850 hPa;
  • Punte minime di temperatura al suolo (a 2 mt.) comprese in un range tra -3.5 e -6°C;

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Capitolo precipitazioni: …e qui casca l’asino…

posscopnevvenAl momento, sotto questo profilo, tutto sembra rientrare in un normalissimo evento freddo con accumuli di neve al suolo che i modelli stimano (anzi, a mio parere, sottostimano) concentrandoli in un range compreso tra i pochi centimetri e i 10-15 cm (con i colori dal blu al verde nella carta). Tuttavia, non sarei onesto se non badassi alla – ahimè – ormai ultraventennale esperienza sul tema, che mi induce a credere che, nonostante possano esservi differenze notevoli tra una città e magari quella anche immediatamente più prossima (ad es., come nel nostro caso, tra Castellana e Putignano), mi sembra a dir poco doveroso avvertire che anche i più precisi e ultramoderni modelli a scala locale possano rivelarsi in questa fattispecie totalmente impreparati a “gestire” i diversi effetti che si sommeranno per il nostro comparto in questa fattispecie. Difatti, alla circolazione depressionaria ionica, in grado di attivare una serie di sistemi nuvolosi, andranno aggiunti il già più volte citato Effetto ASE (Adriatic Snow Effect), capace di umidificare l’aria fredda e secca lungo il suo percorso sull’Adriatico rendendola così in grado di scaricare precipitazioni in vista dei primi contrafforti montuosi esposti al flusso freddo, e l’Effetto Staü, il noto “stimolatore-moltiplicatore” di precipitazioni per effetto del sollevamento forzato delle masse fredde che cozzano contro le aree montuose (in questo caso, il vapore acqueo, salendo di quota, condensa e si formano le nubi, mentre l’umidità viene eliminata sotto forma di precipitazioni).

Ciò detto, la meteorologia è anche imprecisione – e guai se non fosse così, saremmo dei veggenti più che dei previsori! – ma proprio per questo è anche fascino estremo. Pertanto, tutto ciò che non potremo mai prevedere sarà il bello della Natura e la suspence che essa inevitabilmente genererà sarà anche l’adrenalina per gustarsi al meglio un evento raro. Ciò nondimeno, saremmo imprudenti e stupidi se ciò che oggi la scienza ci offre come indicatori meteorologici-previsionali non fosse sfruttato per prepararci al meglio al fine di evitare eccessivi disagi o qualcosa di peggio.

Questa è la meteorologia, croce e delizia di chi la ama e la studia.

A domani per i dettagli previsionali.

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