Il bilancio pluviometrico di marzo: +57% Il 2018 in controtendenza rispetto al 2017. Trend pluviometrico di oltre il 10% in più della media

È di quasi 270 mm. la cumulata pluviometrica registratasi sul nostro paese dall’inizio dell’anno. È caduto già oltre il 41% del quantitativo che normalmente cade di media in tutto l’anno, tanto che il trend pluviometrico annuo è più che positivo e segna un +10.7%. Questo dato, calcolato al 31 marzo 2018, sta a significare che, anche qualora i mesi da aprile a dicembre, segnassero un quantitativo di pioggia uguale a quello che le medie statistiche indicano per ciascun mese, si accumulerebbe comunque una quantità di pioggia di oltre il 10% in più rispetto alla media.

Ovviamente, non sappiamo se per i prossimi mesi ci sarà più o meno quantità di pioggia rispetto alla media, ma evidentemente resta per ora un dato incontrovertibile, ossia quello che segnala un 2018 in netta controtendenza rispetto al 2017, l’”annus horribilis” sotto il profilo pluviometrico, che ha fatto registrare quasi il 14% di pioggia in meno rispetto a quei 648 mm. che normalmente dovrebbero cadere sul nostro paese annualmente.

Sotto questo profilo febbraio e marzo 2018 sono stati due mesi piovosissimi, rispettivamente del 63.4 e del 57.7% in più della media con un giorno in particolare, il 22 marzo 2018, che, da solo, ha totalizzato oltre 50 mm. di accumulo.

I dati della stazione meteorologica di Meteo Castellana trovano riscontro, per ciò che attiene agli accumuli pluviometrici, anche e soprattutto nei più che confortanti dati provenienti dall’Autorità di Bacino della Basilicata. Gli invasi dai quali il nostro Acquedotto Pugliese preleva l’acqua che scorre nelle tubature delle nostre abitazioni segnala un incremento dei livelli di volume d’acqua invasato che va da oltre il 130% in più per la diga di Monte Cotogno a circa il 30% in più delle dighe del Pertusillo e di San Giuliano.

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Non resta pertanto che augurarsi che questo trend perduri e che ci consenta di vivere un’estate senza l’incubo di restare a secco d’acqua, così come capitò a più di mezza Italia durante lo scorso anno.

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