Dalla Murgia dei Trulli e delle Grotte alla Valle d’Itria, piogge eccezionali, temporali autorigeneranti e migliaia di fulmini. Le cause meteorologiche e gli effetti di una delle giornate più perturbate di questo autunno... Finora.
Mercoledì 21 ottobre 2026 resterà una giornata particolarmente significativa nella cronaca meteorologica della Puglia centrale. Una violenta fase di maltempo ha investito parte della regione, assumendo caratteristiche di particolare intensità soprattutto tra il Barese, la Murgia dei Trulli e delle Grotte, la Valle d’Itria e l’Alto Brindisino, dove una successione di temporali ha scaricato al suolo quantitativi di pioggia eccezionalmente elevati nell’arco di poche ore.
Non soltanto precipitazioni torrenziali, ma anche un’attività elettrica impressionante, forti raffiche di vento, allagamenti, disagi alla circolazione e improvvise concentrazioni di acqua e detriti lungo i naturali percorsi di deflusso del territorio. Un episodio che merita di essere analizzato per comprendere come una perturbazione autunnale possa evolvere in una situazione meteorologica e idrogeologica particolarmente complessa.
Le cause: l’Atlantico incontra l’aria calda dello Scirocco
All’origine del peggioramento troviamo l’intensa circolazione depressionaria atlantica che nei giorni precedenti aveva interessato l’Europa occidentale, favorendo l’avanzamento verso il Mediterraneo centrale di un sistema frontale molto attivo. Davanti alla perturbazione, un sostenuto richiamo di correnti meridionali aveva trasportato sulla Puglia aria particolarmente mite e umida, contribuendo ad aumentare il contenuto di vapore acqueo negli strati inferiori dell’atmosfera. L’arrivo di aria relativamente più fresca di origine atlantica e il sollevamento associato al sistema frontale hanno poi favorito l’innesco di una diffusa e intensa attività convettiva. Si è così determinata una configurazione favorevole allo sviluppo di imponenti cumulonembi, alimentati dal continuo afflusso di aria umida e caratterizzati da forti moti verticali, precipitazioni intense e frequenti scariche elettriche.
A rendere particolarmente severo l’episodio non è stato, tuttavia, soltanto il contrasto tra masse d’aria differenti, ma soprattutto l’organizzazione assunta dai temporali e la loro capacità di insistere ripetutamente su alcune zone.
Il meccanismo dei temporali autorigeneranti
Nel corso della giornata, e soprattutto tra il primo pomeriggio e le ore successive, i temporali hanno assunto un’organizzazione prevalentemente lineare, interessando un’ampia fascia della Puglia centro-meridionale. In alcuni settori, il sistema ha mostrato caratteristiche compatibili con quelle dei cosiddetti temporali autorigeneranti: nuove celle convettive continuano a svilupparsi lungo una zona di convergenza, alimentate dall’afflusso di aria caldo-umida, mentre quelle già mature proseguono il loro movimento.
Quando la propagazione delle nuove celle compensa almeno in parte lo spostamento del sistema temporalesco, le precipitazioni finiscono per interessare ripetutamente le stesse aree. È il fenomeno noto come training, nel quale più nuclei temporaleschi transitano in successione lungo traiettorie simili. Senza entrare il dettagli termodinamici e fisici particolarmente complessi, il risultato è un accumulo pluviometrico che può diventare estremamente elevato, anche senza che un singolo temporale rimanga completamente stazionario. È proprio questa persistenza delle precipitazioni, più ancora della loro intensità istantanea, a spiegare perché alcune zone della Murgia e della Valle d’Itria abbiano registrato quantitativi tanto superiori rispetto a località situate anche a breve distanza.
Piogge eccezionali tra Murgia e Valle d’Itria
La distribuzione delle precipitazioni è stata fortemente irregolare, come frequentemente accade durante gli episodi convettivi più intensi.
Gli allagamenti nelle campagne tra Monopoli e Fasano, una delle aree più colpite.
Nelle aree maggiormente esposte alle correnti sciroccali, l’orografia della Murgia dei Trulli e delle Grotte potrebbe aver contribuito ad amplificare l’intensità dei fenomeni temporaleschi. Il sollevamento forzato dell’aria caldo-umida lungo i rilievi, per effetto stau, avrebbe infatti favorito un rinforzo dei moti convettivi e una maggiore rigenerazione delle celle temporalesche, accentuando le precipitazioni nei settori più esposti. Un possibile contributo orografico che aiuta a spiegare gli accumuli di carattere alluvionale registrati: 133,4 mm ad Alberobello, 121,9 mm nel Canale di Pirro e 115,8 mm a Monte Sant’Oronzo, sulle colline di Monopoli.
Allagamenti, disagi e il ruolo del territorio
Le conseguenze delle precipitazioni sono state particolarmente importanti nei territori compresi tra Monopoli, Fasano e la Valle d’Itria.

S. Vito, Polignano a mare. Il cielo poco prima dell’arrivo del temporale
A Monopoli si sono registrati allagamenti di strade e campagne, con la chiusura del sottopasso di via Giacomo Puccini. Criticità diffuse anche nel Fasanese, dove numerosi terreni agricoli sono stati invasi dall’acqua e dal fango. Il maltempo ha determinato inoltre l’allagamento della sede ferroviaria tra Monopoli e Fasano, con la sospensione della circolazione sulla linea Bari–Lecce e pesanti ripercussioni sui collegamenti. Le operazioni di ripristino sono proseguite durante la notte, consentendo una graduale ripresa del servizio solo nella mattinata di oggi. Anche il nuovo ospedale Monopoli–Fasano ha registrato infiltrazioni e presenza d’acqua in una porzione del piano interrato destinata alle operazioni di carico e scarico delle merci. Secondo quanto precisato dall’ASL Bari, non sono stati interessati i reparti di degenza e l’attività sanitaria è proseguita senza sospensioni.
La particolare conformazione del territorio ha contribuito ad aggravare alcune situazioni. Le zone collinari della Murgia e della Valle d’Itria sono infatti attraversate da incisioni naturali, impluvi e depressioni che, durante precipitazioni molto intense, possono concentrare rapidamente il ruscellamento superficiale. Quando gli apporti meteorici superano temporaneamente la capacità d’infiltrazione dei terreni e di smaltimento della rete di drenaggio, l’acqua si riversa verso le quote inferiori, trascinando sedimenti e detriti e accumulandosi nei punti più depressi.
Un episodio che richiama l’importanza della prevenzione
Il maltempo del 21 ottobre conferma quanto le perturbazioni autunnali sul Mediterraneo possano risultare particolarmente insidiose quando un intenso richiamo di aria mite e umida precede l’ingresso di correnti più fresche e instabili, peraltro in presenza di un accumulo di energia disponibile nelle acque superficiali dei mari meridionali, che in estate hanno quasi raggiunto i 30 gradi.
Non tutte le perturbazioni producono fenomeni di questa intensità. Sono la combinazione tra disponibilità di umidità, instabilità atmosferica, meccanismi di sollevamento, organizzazione delle celle temporalesche e loro persistenza su uno stesso territorio a determinare gli episodi pluviometrici più severi. In questo contesto, il territorio della Murgia dei Trulli e delle Grotte, pur caratterizzato da un’importante componente carsica, non è affatto immune dagli effetti delle precipitazioni estreme. La presenza di lame, impluvi, conche e aree depresse richiede particolare attenzione, soprattutto quando la pioggia si concentra in intervalli temporali molto brevi.
Il maltempo del 21 ottobre ci ha mostrato ancora una volta tutta la straordinaria potenza della natura, capace di regalare spettacoli di impressionante bellezza ma anche di manifestare, in poche ore, la sua forza più dirompente. Uno spettacolo che suscita meraviglia e rispetto, ricordandoci quanto sia importante conoscere il territorio in cui viviamo, comprenderne le fragilità e preservarne i delicati equilibri. Perché ammirare la natura significa anche imparare a rispettarla nella consapevolezza di quanto possiamo essere vulnerabili di fronte alla sua forza.

