Dal mare un temporale esplosivo: Monopoli e Castellana colpite da un nubifragio inatteso

Dal mare un temporale esplosivo: Monopoli e Castellana colpite da un nubifragio inatteso

Sembrava il classico avvio di una giornata estiva instabile: tanta umidità, cielo sereno o poco nuvoloso e un’atmosfera solo apparentemente tranquilla. Che questo martedì 18 agosto non sarebbe trascorso completamente indisturbato lo sapevamo: la possibilità di piogge e temporali era contemplata. Quello che i modelli non sono riusciti a cogliere è stato però il modo, il luogo e l’orario in cui l’instabilità avrebbe mostrato i muscoli.

Perché il temporale che in tarda mattinata ha investito dapprima Monopoli e successivamente Castellana Grotte non è stato il consueto temporale estivo che nasce nel pomeriggio sulle zone interne, cresce sui rilievi e, se le correnti in quota sono favorevoli, riesce poi a propagarsi verso la costa. Era accaduto proprio ieri, quando alcuni cumulonembi sviluppatisi nell’entroterra erano riusciti a interessare soltanto una parte della Murgia dei Trulli e delle Grotte.

Questa volta è successo praticamente il contrario. Il temporale è nato sul mare, si è rapidamente irrobustito sul basso Adriatico e da lì ha puntato verso la costa, entrando su Monopoli come un vero muro d’acqua per poi spingersi verso l’entroterra e raggiungere Castellana Grotte poco dopo mezzogiorno.

Dal mare verso terra: un’evoluzione tutt’altro che scontata

A Monopoli l’arrivo del temporale è stato particolarmente spettacolare e, per chi si trovava all’aperto, anche piuttosto traumatico. Già da metà mattinata, verso il mare, si stagliavano alcune nubi cumuliformi simili a quelle che nei pomeriggi instabili siamo abituati a vedere svilupparsi sulle aree montuose. Inizialmente potevano sembrare nuvoloni destinati a restare confinati sul mare. E invece…

Nel giro di poco tempo la loro crescita è diventata decisamente più imponente, e soprattutto insolita per orario e rapidità dello sviluppo verticale. A un certo punto, sotto la base dei più lontani cumulonembi, sul mare, si è potuta scorgere anche la formazione di una waterspout, una tromba marina. Pur rimanendo distante dalla costa, era un segnale inequivocabile di una convezione atmosferica particolarmente vigorosa e rafforzava la sensazione che qualcosa di ben più importante del previsto stesse bollendo in atmosfera.

Di lì a poco, il vento in rinforzo e le nubi sempre più minacciose hanno anticipato i primi rombi di tuono. Poi, nel giro di pochissimi minuti, una cortina compatta di precipitazioni ha cominciato ad avanzare dal mare verso la città.

Le spiagge, affollatissime in questi giorni di piena stagione turistica, si sono rapidamente svuotate. Molti bagnanti hanno cercato, tardivamente e invano, riparo quando il temporale era ormai a ridosso della costa, mentre una sequenza di scariche elettriche molto ravvicinate accompagnava l’avanzata della cella. Fulmini estremamente vicini e tuoni fragorosi hanno prodotto momenti comprensibilmente concitati anche per chi aveva già trovato riparo nelle automobili, dove i bagliori e i boati continuavano a risultare impressionanti.

Non si è trattato, quindi, soltanto di “un temporale in una giornata in cui erano previsti temporali”. La peculiarità dell’evento sta proprio nella sua genesi marittima, nella rapidissima intensificazione e nella successiva propagazione verso l’entroterra durante la tarda mattinata.

Un Adriatico bollente ha fornito altro carburante

A rendere particolarmente interessante quanto accaduto è lo stato termico del basso Adriatico. In questa fase dell’estate il mare ha ormai accumulato una quantità enorme di calore e le acque superficiali lungo alcuni settori adriatici hanno raggiunto i 29°C.

Un mare così caldo non “crea” automaticamente un temporale. Serve comunque un meccanismo atmosferico capace di rompere l’equilibrio: oggi è bastata la presenza di aria relativamente più fresca e instabile in quota, inserita all’interno di una massa d’aria molto umida nei bassi strati, perché l’atmosfera trovasse il grilletto necessario. A quel punto il mare ha rappresentato un enorme serbatoio di calore e, soprattutto, di vapore acqueo. Il meccanismo, pur con le dovute differenze, è paragonabile a quello che osserviamo nei caldi pomeriggi estivi sulle zone interne: il terreno arroventato favorisce forti correnti ascendenti e la crescita dei cumulonembi, mentre sui rilievi entra in gioco anche l’orografia, che agevola la risalita delle bolle d’aria caldo-umida. Questa mattina, invece, la superficie calda capace di alimentare la convezione era il basso Adriatico.

Temperature marine così elevate possono aumentare gli scambi di calore e umidità tra mare e atmosfera e, quando l’assetto atmosferico diventa favorevole, contribuire ad alimentare convezione profonda e precipitazioni molto intense. Non basta dunque avere un mare eccezionalmente caldo, ma quando arriva il giusto innesco quell’energia diventa carburante immediatamente disponibile per il temporale.

Perché i modelli l’hanno mancato?

Ed eccoci al punto meteorologicamente forse più interessante della giornata. Le principali elaborazioni previsionali hanno sostanzialmente mancato questo specifico episodio, pur descrivendo correttamente una giornata potenzialmente instabile.

Questo non significa che i modelli non tengano conto della temperatura del mare. Al contrario, i moderni sistemi previsionali rappresentano anche lo stato termico della superficie marina. Il vero tallone d’Achille riguarda la previsione della convezione su scale così piccole: stabilire esattamente dove si formerà la prima corrente ascensionale, quando riuscirà a superare gli strati più stabili dell’atmosfera e quanto rapidamente una singola cella riuscirà a organizzarsi rimane una delle sfide più difficili della meteorologia numerica.

Basta modificare di poco l’umidità nei bassi strati, la convergenza dei venti, la temperatura superficiale o le caratteristiche dell’aria in quota perché, a distanza di poche ore, un modello produca un temporale e un altro lasci quasi completamente asciutta la stessa zona.

È anche per questo che prevedere “possibili temporali” non equivale affatto a prevedere un temporale marittimo capace di esplodere in tarda mattinata davanti a Monopoli, intensificarsi rapidamente e trasformarsi in una macchina da pioggia diretta verso la Murgia. Ed è precisamente questo dettaglio che oggi è sfuggito alle elaborazioni.

Poi Castellana: rain rate fino a 174 mm/h

Dopo aver investito Monopoli, la struttura temporalesca ha continuato la sua corsa verso l’interno, raggiungendo Castellana Grotte poco dopo mezzogiorno.

E qui i numeri raccontano meglio di qualsiasi aggettivo ciò che è accaduto. La stazione di Meteo Castellana ha rilevato un rain rate massimo di 174 mm/h, vale a dire l’intensità istantanea con cui la precipitazione stava cadendo in quel momento.

Per avere un riferimento, la classificazione meteorologica riportata dalla World Meteorological Organization considera già “violenti” i rovesci con intensità superiori a 50 mm/h. A Castellana il picco registrato è stato quindi superiore di oltre tre volte a quel valore. E siccome chi segue Meteo Castellana sa bene quanto poco si abusi da queste parti di termini roboanti, questa volta si può utilizzare senza particolari esitazioni una parola spesso inflazionata: nubifragio.

Una precipitazione violentissima, concentrata in un intervallo molto breve e accompagnata da una notevole attività elettrica, che ha rapidamente messo sotto pressione la rete di smaltimento delle acque.

Gli effetti sul territorio non si sono fatti attendere. Diversi allagamenti sono stati segnalati anche a Castellana Grotte, in particolare nelle zone che storicamente mostrano maggiore vulnerabilità durante le precipitazioni più intense. Acqua abbondante in Largo Porta Grande, via Turi e via Monopoli, oltre ad alcuni altri ristagni lungo la viabilità cittadina. Nel complesso, fortunatamente, la situazione è rimasta gestibile e senza particolari criticità, ma ancora una volta pochi minuti di precipitazione estremamente intensa sono stati sufficienti a mettere in difficoltà alcuni punti della città.

Alla fine, bilancio ufficiale del quantitativo totale della pioggia caduta dopo il nubifragio odierno su Castellana Grotte: 51.4 mm., il 75% in più della pioggia che usualmente cade in agosto.

Domani torna il Sole, poi nuova impennata del caldo

La parentesi instabile è ormai in fase di esaurimento e già da domani, mercoledì 19 agosto, sulla Murgia dei Trulli e delle Grotte torneranno condizioni decisamente più stabili.

Il Sole sarà nuovamente protagonista, sebbene possa essere temporaneamente disturbato da qualche nube bassa e da stratificazioni medio-alte. Il vero fastidio sarà ancora una volta rappresentato dall’umidità: l’atmosfera resterà afosa e, soprattutto tra sera e notte, il disagio bioclimatico potrà risultare molto elevato.

Da giovedì cambierà invece soprattutto la qualità del caldo. L’aria tenderà a diventare progressivamente più secca, ma contemporaneamente le temperature aumenteranno in maniera sensibile, con massime pronte a raggiungere i 35°C e localmente forse anche a superarli.

Dopo l’acqua torrenziale di oggi, insomma, l’estate tornerà immediatamente a mostrare il suo volto più caldo.

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