Siamo ormai al tramonto della fase anticiclonica che ha accompagnato la seconda parte della scorsa settimana e i primi giorni di quella corrente. L’alta pressione ci ha garantito diverse giornate di sole, ma ha anche impresso un’ulteriore accelerazione al percorso stagionale delle temperature, favorendo il mantenimento di un quadro termico decisamente più freddo rispetto alla norma del periodo.
Ottobre verso una chiusura più fredda della norma
Anche oggi, infatti, ci troviamo circa 3°C al di sotto della media climatica e, stando all’andamento osservato e alle proiezioni per gli ultimi giorni del mese, ottobre potrebbe concludersi con un’anomalia termica complessiva prossima a -1°C rispetto alla media del trentennio 1991-2020, il nostro riferimento climatologico.
E c’è di più: dando uno sguardo ai diagrammi ensemble dei principali modelli previsionali, ci si accorge di come le anomalie termiche negative potrebbero addirittura accentuarsi, accompagnandoci ancora per parecchi giorni, probabilmente per tutta la prima settimana di novembre.
Quello che ci apprestiamo a vivere è uno di quegli scenari meteorologici che, se si presentassero nel cuore dell’inverno, potrebbero regalarci situazioni d’altri tempi, capaci di portare una dose ragguardevole di freddo russo e, nelle condizioni favorevoli, anche tanti bei fiocchi di neve.
Un ponte anticiclonico che risveglia il freddo russo
Per capire il perché, dobbiamo allargare lo sguardo alla circolazione atmosferica su scala continentale. Le marcate anomalie positive di pressione tra l’Europa occidentale, quella centrale e il settore europeo della Russia hanno favorito la costruzione di un possente ponte anticiclonico, una struttura capace di ostacolare il normale scorrimento delle perturbazioni atlantiche e di modificare profondamente la disposizione delle correnti sul continente.

Anomalia della pressione a 500 hPa fino al 3 novembre. Si denota l’assalto da nord-est, in senso retrogrado, di un nocciolo freddo in quota che sarà responsabile dell’attivazione di tempo instabile e freddo dal sapore invernale
Il ponte di Voejkov: quando le correnti cambiano direzione
È quella particolare configurazione che in meteorologia prende il nome di ponte di Voejkov, uno schema circolatorio ben conosciuto dagli appassionati degli inverni di una volta. La sua caratteristica più importante è proprio quella di favorire, quando le condizioni lo consentono, l’inversione della circolazione dominante, aprendo la strada a correnti orientali o nordorientali provenienti dalle vaste distese continentali russe.
Ed è proprio quanto potrebbe accadere nei prossimi giorni. L’Europa orientale e successivamente anche l’Italia si troveranno esposte a un afflusso di aria dalle caratteristiche invernali, trasportata da correnti che procederanno con moto retrogrado, ossia da est verso ovest, in direzione contraria rispetto al più consueto andamento della circolazione atmosferica alle nostre latitudini.
Mediterraneo sotto pressione: piogge abbondanti e neve in Appennino?
Queste masse d’aria fredda tenderanno a raggiungere il Mediterraneo, dove la presenza di una lacuna barica potrebbe favorire la formazione e il successivo approfondimento di un sistema depressionario. L’interazione tra l’aria fredda continentale e quella più mite e umida presente sul bacino mediterraneo potrebbe allora dare origine a condizioni di marcata instabilità, con precipitazioni anche abbondanti e la possibilità di vedere comparire la neve sulle alture appenniniche.
Naturalmente, la distribuzione e l’intensità dei fenomeni, così come la quota delle eventuali nevicate, dipenderanno dall’esatta collocazione del minimo depressionario e dall’entità dell’aria fredda in arrivo: dettagli che necessitano ancora di essere definiti con maggiore precisione.
Resta però particolarmente significativo il disegno atmosferico che si sta delineando. Non tanto perché ci si debba attendere un inverno anticipato in piena regola, quanto perché la circolazione sembra voler assumere, con insolita disinvoltura per questo periodo dell’anno, caratteristiche che siamo abituati ad associare ai mesi più freddi.
Insomma, ottobre sta per tendere la mano a novembre, ma questa volta il passaggio di consegne rischia di essere tutt’altro che ordinario. È come se l’autunno, anziché accompagnarci gradualmente verso l’inverno, avesse deciso di strizzargli l’occhio, spalancandogli per qualche giorno le porte del proprio territorio.

