Quando l'Anticiclone delle Azzorre non fa notizia

Quando l’Anticiclone delle Azzorre non fa notizia

Questo inizio di settimana si è aperto nel segno dell’Anticiclone delle Azzorre, protagonista di una fase estiva equilibrata e priva di eccessi sul nostro territorio. Le temperature si manterranno anche nei prossimi giorni grosso modo nelle medie del periodo, con solo qualche fisiologico picco oltre i 31-32°C durante le ore centrali della giornata e nel pomeriggio.

A rendere il clima più sopportabile contribuisce la ventilazione da Maestrale, generalmente moderata ma con rinforzi attesi nella giornata di martedì, quando il mare si presenterà mosso lungo i litorali esposti. Tuttavia, il moto ondoso è destinato ad attenuarsi già da mercoledì.

Pertanto, non è attesa alcuna ondata di calore così come non è prevista alcuna incursione dell’Anticiclone africano. E almeno fino a sabato 19 non sono previste variazioni sostanziali: continueremo a godere di un’estate “normale”, fatta di sole, brezze e temperature più che gestibili.

Proprio per questo, quando l’estate scorre davvero nei binari della normalità, non è il caso di inventarsi situazioni climatiche al limite dell’estremo per spaventare l’opinione pubblica, aumentare i propri follower sui social o generare clamore anche quando oggettivamente non ce n’è bisogno. In questi giorni, ad esempio, alcuni titoloni di telegiornali che continuano a parlare di un’ipotetica ondata di caldo in arrivo sull’Italia per via dell’Anticiclone africano sono del tutto privi di fondamento.

E anche laddove si dovessero toccare punte di 34-35°C in alcune zone del Paese, ciò rientrerebbe comunque nella piena normalità stagionale. Quel che invece non è normale è lanciare allarmi generalizzati su temperature che “toccheranno i 40 gradi” senza specificare dove, quando e con quali condizioni, solo per animare servizi di telegiornali sempre più a caccia di sensazionalismo, spesso ormai ignorati persino dai più assidui fruitori di notizie.

Una fase estiva come questa, senza eccessi né traumi, merita invece di essere raccontata per quello che è: ordinaria e gradevole, anche se ormai l’ordinario “non fa più notizia”.

Torna in alto