Stiamo vivendo una normale e moderata fase calda, senza particolari eccessi. Oggi a Castellana Grotte è stata registrata una temperatura massima di 28,2°C, appena mezzo grado superiore alla media del periodo.
Nel frattempo, siamo già travolti dai consueti annunci allarmistici: una micidiale e interminabile ondata di caldo africano sarebbe pronta a spingere l’intera Italia verso i 40°C. Una rappresentazione semplicistica che dimentica la prima regola di una corretta informazione meteorologica: l’Italia non è tutta uguale.
Il peggior nemico della meteorologia è la generalizzazione
Il nostro Paese è caratterizzato da una straordinaria varietà geografica e climatica. Pianure continentali, vallate alpine, coste tirreniche e adriatiche, rilievi appenninici, isole e aree interne possono sperimentare, nello stesso momento, condizioni meteorologiche profondamente differenti.
Annunciare genericamente un’“Italia nella fornace”, senza precisare dove, per quanto tempo e con quale intensità si manifesterà il caldo, significa offrire un’informazione incompleta e potenzialmente fuorviante.
Sotto il profilo professionale e deontologico, ogni previsione dovrebbe essere territorializzata. Una temperatura di 35°C può rappresentare una condizione eccezionale in una determinata regione e risultare molto meno anomala in un’altra. La stessa Organizzazione Meteorologica Mondiale sottolinea che le ondate di calore devono essere definite in rapporto alla climatologia della località interessata.
Che cos’è davvero un’ondata di calore
Non esiste una definizione unica e universalmente valida di ondata di calore: i criteri cambiano in base alla finalità dell’analisi e alla climatologia locale.
In termini generali, la WMO considera un’ondata di calore una fase di caldo marcato e insolito persistente per più giorni. Nelle analisi climatologiche viene spesso utilizzato il WSDI, indice che individua sequenze di almeno sei giorni consecutivi con temperature massime superiori al 90° percentile locale.
Altri enti adottano soglie e durate differenti. Per questo motivo, non basta annunciare temperature elevate: per parlare correttamente di ondata di calore bisogna sempre precisare il criterio utilizzato, la durata dell’evento e il confronto con il clima della località interessata.
Il caldo non è automaticamente un’ondata di calore. E comunque, un’ondata di calore che interessa una parte d’Italia non riguarda necessariamente anche il resto del Paese.
Dove il caldo sarà realmente pesante
La rimonta di un promontorio di matrice africana sul Mediterraneo centro-occidentale e su Spagna e Francia produrrà effettivamente una fase molto calda su diverse regioni italiane.
Le aree maggiormente coinvolte saranno il Nord, molte zone del Centro — soprattutto quelle interne e tirreniche — e alcuni settori della Sardegna. Le carte meteorologiche inducono a ritenere che le massime frequentemente potranno essere comprese tra 35°C e 38°C in città come Milano, Firenze e Roma, accompagnate da notti progressivamente più calde e da un crescente disagio bioclimatico.
Su questi territori è quindi corretto parlare di una fase severa e persistente, localmente riconducibile a una vera ondata di calore. Ciò non autorizza, tuttavia, a estendere automaticamente lo stesso scenario all’intero territorio nazionale.
Sulla Murgia nessuna ondata di calore
La situazione sarà differente sul versante adriatico meridionale e, più precisamente, sulla Murgia dei Trulli e delle Grotte.
Da domani le temperature riprenderanno gradualmente a salire, ma le principali elaborazioni modellistiche non mostrano valori particolarmente elevati. Per Castellana Grotte e il territorio circostante sono previste massime generalmente comprese tra 30°C e 32°C almeno fino alla metà della prossima settimana, con valori medi più frequentemente attestati attorno ai 30-31°C.
Farà caldo? Certamente. Siamo ormai alla fine di giugno e alle porte dell’estate astronomica. Ma, sulla base degli aggiornamenti disponibili, non si intravede alcuna fase eccezionale, né tantomeno una lunga e micidiale ondata di caldo.
Avremo piuttosto giornate estive, prevalentemente soleggiate, con temperature in lieve aumento e un caldo pienamente compatibile con il periodo.
Afa debole o moderata, senza condizioni estreme
Con il passare dei giorni potrà aumentare gradualmente la sensazione di afa. Il disagio bioclimatico potrebbe risultare tra debole e moderato, soprattutto nelle aree interne meno raggiunte dalle brezze marine durante le ore centrali della giornata. Lungo la costa, invece, le brezze contribuiranno a contenere le temperature pomeridiane, mentre l’aumento dell’umidità potrà rendere meno confortevoli le ore serali e notturne. Il minore raffreddamento dopo il tramonto farà percepire un caldo più fastidioso rispetto ai valori indicati dal termometro. Anche in questo caso, però, si tratterà di condizioni estive del tutto comuni e non di uno scenario estremo.
La linea di tendenza
Per la Murgia dei Trulli e delle Grotte si prospetta quindi una fase stabile, soleggiata e progressivamente più calda, ma senza impennate termiche clamorose.
Gli aggiornamenti andranno naturalmente seguiti, soprattutto per valutare la durata della struttura anticiclonica e i suoi effetti. Al momento, tuttavia, non esistono elementi per annunciare una vera ondata di calore sul nostro territorio, né nel breve né nel medio termine.
Se, invece, la pretesa è quella di avere 25°C per tutta l’estate, si tratta di una chimera poco compatibile con il clima mediterraneo. In quel caso, più che attendere o sperare in un’improbabile estate fresca, sarebbe forse opportuno valutare di vivere a latitudini ben più settentrionali o sulle nostre belle montagne.

