La piovosità media e gli estremi pluviometrici

Le precipitazioni medie annue nella Puglia centrale sono generalmente comprese tra 500 e 700 mm.
Per Castellana Grotte, la media climatica del periodo di riferimento WMO 1991-2020 è pari a 690.7 mm. Il mese più piovoso è novembre, quello meno piovoso giugno per una media complessiva di 70 giorni piovosi l’anno.
Alla marcata variabilità spaziale delle precipitazioni — legata all’esposizione orografica delle diverse aree della parte centrale della regione — si associa, anche all’interno di singole microaree, una notevole variabilità del totale annuo registrato dalle stazioni. È una caratteristica tipica dei climi mediterranei, dove la distribuzione delle piogge può risultare estremamente irregolare.
Sulla Murgia dei Trulli e delle Grotte, infatti, accanto alle precipitazioni diffuse associate alle perturbazioni atlantiche, prevalgono, soprattutto nel semestre caldo, fenomeni di tipo convettivo, talora intensi ma circoscritti nello spazio e nel tempo. Questo comporta differenze anche significative tra zone molto vicine tra loro.
Le precipitazioni che maggiormente contribuiscono all’accumulo pluviometrico annuale — fondamentale anche per la ricostituzione della falda acquifera — sono per lo più legate a fasi di maltempo determinate da depressioni in formazione sul basso Tirreno o sullo Ionio.
Tali configurazioni convogliano aria più fredda da nord o da est, capace di interagire con masse d’aria più calda e umida di origine africana o basso-mediterranea, favorendo piogge anche copiose e talora persistenti.

📊 Estremi pluviometrici storici

➜ Record annuale massimo: 2005 con 937 mm.
➜ Record annuale minimo: 1989 con 369 mm.
➜ Record mensile massimo: settembre 2006 con 322 mm.
➜ Record mensile minimo: marzo 1994 con 0.4 mm. (esclusi i mesi compresi tra maggio e settembre, che in più occasioni hanno totalizzato 0 mm.).
➜ Record giornaliero assoluto: 25 agosto 1968 con 185.8 mm. in sole 24 ore — evento eccezionale che fu purtroppo all’origine delle gravi conseguenze registrate nei giorni successivi (vedi paragrafi successivi).

Piovosità media mensile Castellana Grotte - 1991-2020
Estremi della piovosità mensile

Largo Porta Grande e il difficile rapporto di Castellana con il deflusso delle acque

Largo Portagrande costituisce il punto topograficamente più depresso all’interno della conca carsica sulla quale è adagiata la maggior parte del nucleo storico di Castellana Grotte, un ampio bacino pluviale caratteristico del paesaggio murgiano dove si aprono incisioni naturali della roccia calcarea chiamate gravinelle, tipiche del carsismo pugliese. Verso questo settore convergono le acque meteoriche, che alimentano il locale sistema di lame — valli carsiche a carattere torrentizio, asciutte per gran parte dell’anno ma capaci di trasportare grandi volumi d’acqua durante eventi intensi di pioggia.
Proprio la particolare posizione di Largo Portagrande è stata da sempre all’origine di numerosi eventi alluvionali storici che hanno colpito la cittadina, soprattutto nei periodi di espansione urbana tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.

Le cause principali di questi eventi sono legate a una combinazione di fattori naturali e antropici:
⇒ Terreno carsico a elevata permeabilità con reti di fratture e condotti sotterranei che normalmente favoriscono l’infiltrazione, ma che, in caso di precipitazioni concentrate di forte intensità, non riescono a smaltire rapidamente grandi quantità d’acqua, dando luogo a fenomeni di deflusso superficiale e allagamenti.
⇒ Posizione storica dell’abitato, sviluppatosi proprio nella parte inferiore della valle carsica, dove le acque si accumulano facilmente.
⇒ Modifiche urbanistiche e territoriali, quali la chiusura o l’interramento di inghiottitoi naturali, la copertura con asfalto delle strade e la costruzione di nuovi edifici, che hanno ridotto la capacità di infiltrazione naturale delle acque nel sottosuolo.

La conca carsica di Portagrande - analisi morfologica
Alluvione del 26 novembre 1896

gli eventi alluvionali di castellana

Castellana e le sue alluvioni:
la memoria dell’acqua che fa paura

FENOMENI ESTREMI

I nubifragi del 16 e del 26 settembre 2006

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