Settembre ci lascia un bilancio che racconta piuttosto bene le contraddizioni di questa prima fase autunnale: temperature ancora decisamente superiori alla norma, un graduale ritorno del fresco e precipitazioni quasi del tutto assenti. Un mese di transizione, durante il quale l’estate ha progressivamente perso terreno, senza però lasciare spazio a un autunno vero e proprio, soprattutto dal punto di vista delle piogge.
Dall’anticiclone africano ai primi veri segnali autunnali
Dopo un agosto entrato nella storia climatica di Castellana Grotte come il più caldo della serie, settembre ha inizialmente proseguito sulla stessa strada. L’anticiclone africano ha continuato a condizionare la prima decade, con temperature pienamente estive, elevata umidità e nuove risalite termiche che hanno ulteriormente ritardato il cambio di stagione.
Il primo vero segnale di cambiamento è arrivato soltanto intorno alla metà del mese, quando il progressivo indebolimento della struttura anticiclonica ha finalmente consentito un ricambio d’aria più consistente. Il Maestrale ha spazzato via l’afa, restituendoci giornate decisamente più gradevoli. Non si è trattato, tuttavia, di una svolta definitiva: brevi parentesi anticicloniche si sono alternate a nuovi passaggi instabili, accompagnandoci gradualmente verso condizioni meteorologiche più consone al calendario.
L’ultimo scorcio di settembre ha infine assunto caratteristiche più autunnali, almeno dal punto di vista termico. Le correnti fresche settentrionali hanno favorito un ulteriore ridimensionamento delle temperature, particolarmente evidente durante le ore notturne. A Castellana Grotte, il 28 settembre, la minima è scesa fino a 11,7°C, mentre nelle aree più fredde del nostro territorio si sono registrati valori ancora inferiori.
Un mese ancora molto caldo, ma soprattutto asciutto
Il bilancio definitivo della nostra stazione meteorologica restituisce una temperatura media mensile di 22,54°C, superiore di 1,48°C alla media climatica 1991-2020. Settembre 2026 si colloca così all’ottavo posto tra i mesi di settembre più caldi della serie storica di Castellana Grotte. Un risultato che testimonia quanto la persistenza del caldo nella prima parte del mese abbia inciso sul bilancio complessivo, nonostante il sensibile raffreddamento delle ultime settimane.
Ma è soprattutto sul fronte delle precipitazioni che emerge l’aspetto più significativo di questo settembre. I diversi passaggi instabili che hanno interessato il Mediterraneo e la Puglia non sono riusciti a produrre piogge apprezzabili sul nostro territorio. Anche le perturbazioni che lasciavano intravedere la possibilità di accumuli più consistenti hanno finito per regalarci ben poco.
Alla fine, il pluviometro di Castellana Grotte ha raccolto appena 10,0 mm di pioggia, ben 51,1 mm in meno rispetto alla norma, con un deficit prossimo all’84%. Un dato che riassume efficacemente la scarsità delle precipitazioni e che conferma come, almeno sotto il profilo pluviometrico, l’autunno debba ancora entrare realmente nel vivo.
Settembre consegna dunque a ottobre un’eredità piuttosto chiara: il caldo più intenso dell’estate è ormai alle spalle e le notti hanno finalmente ritrovato il sapore dell’autunno. La grande assente è stata – e sarà ancora per diversi giorni – la pioggia, proprio nel periodo dell’anno in cui dovrebbero cominciare ad arrivare i primi importanti contributi alla ricarica delle riserve idriche. Ora toccherà a ottobre ribaltare la situazione, ma probabilmente non lo farà prima della II decade.

