Ottobre inizia in terra di nessuno

Tra estate e autunno, ottobre parte senza scossoni. Ma fino a quando?

L’alta pressione sembra ormai aver messo radici sul Mediterraneo centrale e sull’Europa centro-orientale, dando vita a una fase di sostanziale stagnazione atmosferica destinata ad accompagnarci anche nei primi giorni di ottobre. Una situazione che rappresenta, per certi versi, il naturale prolungamento dell’estate settembrina, ma che presenta già tutti gli ingredienti per trasformarsi in quella che comunemente viene definita ottobrata.

In realtà, sulla Murgia dei Trulli e delle Grotte stiamo entrando in una sorta di terra di nessuno tra estate e autunno. Non è più estate, perché la progressiva riduzione delle ore di luce, la minore altezza del sole sull’orizzonte e temperature ormai decisamente più contenute ci ricordano continuamente che la bella stagione è alle nostre spalle. Ma non sembra neppure autunno, almeno nell’immaginario meteorologico più comune: mancano le perturbazioni, le piogge organizzate, i venti sostenuti e quelle giornate grigie e uggiose che solitamente accompagnano l’avanzamento della stagione. Il risultato sarà una lunga successione di giornate piuttosto monotone, con poche differenze tra l’una e l’altra, durante le quali l’alta pressione continuerà a esercitare la propria influenza senza particolari disturbi.

Tanto sole, qualche nube e soprattutto umidità

Il copione meteorologico dei prossimi giorni appare dunque abbastanza semplice. Il sole continuerà a dominare per buona parte della giornata, occasionalmente disturbato da qualche annuvolamento passeggero. Non mancherà, tuttavia, la possibilità di assistere alla formazione di nubi basse, soprattutto durante le prime ore del mattino, quando il raffreddamento notturno favorirà la condensazione dell’umidità presente nei bassi strati atmosferici.

E sarà proprio l’umidità una delle protagoniste di questa fase. In un contesto caratterizzato da ventilazione debole e da un ricambio d’aria piuttosto limitato, tenderà ad accumularsi soprattutto durante le ore serali, notturne e del primo mattino. Localmente, laddove le condizioni saranno favorevoli, non si esclude neppure la comparsa di foschie o dei primi banchi di nebbia. Durante le ore centrali, invece, il riscaldamento solare favorirà generalmente il dissolvimento degli eventuali addensamenti mattutini, restituendoci condizioni prevalentemente soleggiate.

Massime sui 23-24°C, ma attenzione alle minime

Dal punto di vista termico, le temperature massime sembrano ormai essersi stabilizzate intorno ai 23-24°C, valori che stanno caratterizzando questi ultimi giorni di settembre e che dovrebbero accompagnarci anche durante la prima parte di ottobre.

Per le minime, in questi giorni scese poco al di sotto dei 12°C, molto dipenderà invece dalle condizioni del cielo durante la notte e, in particolare, dall’intensità del raffreddamento per irraggiamento. In presenza di cieli completamente sereni e ventilazione debole, il terreno potrà disperdere efficacemente il calore accumulato durante il giorno, favorendo una sensibile diminuzione delle temperature durante le ore non assolate, soprattutto nelle campagne e nelle aree interne maggiormente predisposte al raffreddamento notturno. Una situazione che contribuirà ad accentuare ulteriormente l’escursione termica giornaliera. Al contrario, l’eventuale presenza di nubi basse tenderà a limitare questa dispersione, trattenendo parte della radiazione infrarossa emessa dalla superficie terrestre e impedendo alle temperature di scendere eccessivamente.

Non sarebbe quindi sorprendente osservare, nelle notti più serene, minime localmente anche inferiori alla media del periodo, mentre nelle zone maggiormente interessate dalla nuvolosità notturna il raffreddamento potrebbe risultare decisamente più contenuto.

Il diagramma ECMWF: una situazione quasi immobile, almeno per ora

A confermare la notevole stabilità termica prevista per i prossimi giorni interviene anche il diagramma ensemble del modello europeo ECMWF, elaborato per Castellana Grotte e relativo all’andamento della temperatura a 850 hPa, una quota corrispondente mediamente a circa 1.500 metri di altitudine.

Ciò che balza immediatamente agli occhi è proprio la sostanziale assenza di significative oscillazioni termiche durante la prima parte del periodo considerato. La media delle elaborazioni continua infatti a mantenersi prevalentemente intorno ai 10-12°C alla quota di 850 hPa, senza evidenziare particolari accelerazioni verso l’alto o verso il basso. Valori, peraltro, abbastanza vicini alla media climatica 1991-2020, rappresentata dalla linea rossa.

Questa apparente immobilità termica è coerente con la persistenza della configurazione anticiclonica prevista nei prossimi giorni e contribuisce a spiegare perché ottobre potrebbe trascorrere senza particolari sussulti almeno per buona parte della prima decade. Naturalmente, il diagramma rappresenta l’evoluzione delle temperature in quota e non consente, da solo, di stabilire quanto a lungo durerà l’alta pressione.

C’è però un altro particolare che merita attenzione. Osservando la seconda parte del grafico, indicativamente a partire dal 9-10 ottobre, si nota un progressivo ampliamento della distanza tra le diverse linee colorate. Queste rappresentano i differenti scenari elaborati dal modello e cominciano a divergere sensibilmente: alcuni prospettano un aumento delle temperature in quota, mentre altri ipotizzano diminuzioni anche piuttosto marcate.

Si tratta innanzitutto del segnale di una crescente incertezza previsionale, del tutto fisiologica con l’aumentare della distanza temporale, che lascia tuttavia aperta anche la possibilità di un cambiamento della circolazione atmosferica nel corso della seconda decade di ottobre.

Per il momento non disponiamo di elementi sufficientemente solidi per stabilire se e in quale direzione potrebbe evolvere la situazione. Potremmo assistere a un nuovo richiamo di correnti meridionali, magari nell’ambito di una configurazione più favorevole all’arrivo delle perturbazioni autunnali atlantiche, oppure a un afflusso di aria più fredda dai quadranti settentrionali o orientali. Si tratta, naturalmente, di ipotesi ancora tutte da verificare: la sola dispersione degli scenari termici non permette di individuare né la direzione delle future correnti né l’eventuale arrivo delle precipitazioni.

Una cosa, però, appare abbastanza chiara: per il momento ottobre non sembra avere alcuna fretta di cambiare registro. E mentre il calendario continuerà inesorabilmente ad avanzare verso il cuore dell’autunno, sulla nostra Murgia il tempo sembrerà essersi fermato, sospeso tra il ricordo dell’estate e un autunno che, almeno sotto il profilo meteorologico, preferisce ancora restare in attesa.

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